Bellezza
Trova la Bellezza intorno a te. Uno strumento digitale che apre e valorizza i siti storici chiusi d’Italia, li racconta e li mette in rete: non un’app in astratto, ma un modello di gestione già in cantiere in Valle Stura, con Valle Stura Digital Tales.
01Il problema: una bellezza diseguale
Nel 2024 l’Italia ha registrato 458,4 milioni di presenze turistiche, in crescita del 2,5% sull’anno precedente, e oltre 250 milioni di visitatori stranieri: il Paese ha superato la Francia diventando la seconda meta turistica dell’Unione Europea dopo la Spagna. Roma, Firenze, Venezia e Milano restano le mete regine, ma crescono anche Napoli, Bologna e Verona. Il turismo culturale è il motore di tutto questo: i musei statali hanno superato i 60,8 milioni di visitatori (+5,4% sul 2023, +11% sul 2019), con un incasso lordo di 382 milioni di euro. Le destinazioni culturali pesano per il 63,2% delle presenze turistiche complessive, e per il 43,9% dei viaggiatori il patrimonio artistico e monumentale è la prima motivazione di viaggio.
Ma questa crescita si concentra su poche grandi città, mentre un’enorme parte del patrimonio italiano resta invisibile. Secondo l’ultima rilevazione ISTAT, oltre 1.000 musei civici sono chiusi o parzialmente chiusi, insieme a un numero ancora più ampio di siti archeologici, torri, ville, castelli, pievi, chiese rurali e oratori. La causa non è la mancanza di valore, ma la mancanza di fondi e di personale per aprirli e gestirli in sicurezza. Il risultato è una disparità strutturale: overtourism nelle grandi città d’arte, abbandono nei piccoli borghi che pure custodiscono un patrimonio storico-artistico di altissimo profilo, semplicemente privo di una regia capace di raccontarlo e aprirlo.
02La risposta: il museo diffuso
Bellezza è lo strumento digitale che Renovatio progetta e gestisce per aprire i siti chiusi e metterli in rete come un museo diffuso: un sistema di luoghi — storici, artistici, naturalistici, esperienziali — che il visitatore scopre in autonomia, guidato dall’app, con la libertà di scegliere il proprio percorso e la sicurezza di una struttura che sorveglia, traccia e genera dati su ogni accesso.
Non è un catalogo digitale né una guida turistica: è un modello di gestione che intreccia narrazione, tecnologia e apertura fisica dei luoghi. L’interfaccia è costruita come un diario di viaggio, per restituire il senso di scoperta e di avventura che la visita di un sito abbandonato può ancora offrire — senza rinunciare alla sicurezza, alla tracciabilità e alla sostenibilità economica che la gestione di un bene culturale richiede.



Scorri lateralmente
03Come funziona per i Comuni
1. Progettazione. Studiamo il concept del museo diffuso: individuiamo i siti apribili, le potenzialità di ciascuno, i percorsi che li collegano.
2. Installazione. Dotiamo i siti di strumenti domotici — serrature elettroniche, videosorveglianza — e curiamo gli adempimenti burocratici necessari all’apertura. Bastano un allaccio elettrico e una copertura di rete GSM.
3. Rete territoriale. Coinvolgiamo le imprese locali — ricettività, ristorazione, guide, artigianato — per costruire prodotti e servizi armonizzati con il progetto.
4. Promozione. Comunichiamo la nuova rete di siti aperti per attirare visitatori, trasformandola in leva di marketing territoriale.
04Come funziona per il visitatore
1. Acquisto del biglietto. Il visitatore acquista in app il biglietto per sé e per gli accompagnatori.
2. Codice di accesso. Il biglietto genera un codice univoco che sblocca la serratura del sito.
3. Sicurezza e tracciabilità. Biglietto nominale e pagamento elettronico certificano l’identità di chi entra, aumentando sicurezza e tracciabilità degli accessi.
4. Visita libera. Un’esperienza esclusiva e senza barriere, al proprio ritmo — senza orari fissi né guide obbligatorie.
05Sicurezza, dati, valore
La visita autonoma non significa visita non sorvegliata: videosorveglianza attiva 24 ore su 24, ingresso condizionato all’acquisto elettronico del biglietto e log digitale di apertura e chiusura rendono ogni sito più sicuro che nella gestione tradizionale. La stessa infrastruttura genera dati preziosi: flussi di visita, tempi di permanenza, esperienze più richieste, punti di forza e di debolezza di ogni sito. Un pannello di gestione consente ai Comuni di programmare aperture straordinarie per eventi speciali, e i contatti raccolti — con consenso — alimentano ulteriori azioni di promozione territoriale.
Ogni punto di interesse, aperto o da aprire, viene raccontato attraverso contenuti video cinematografici e riprese aeree, in più lingue, con il rigore storico-scientifico garantito dalla collaborazione con partner accademici come la Sapienza Università di Roma e l’Università degli Studi della Campania «Luigi Vanvitelli». I flussi turistici di qualità, indirizzati verso siti organizzati e sempre aperti, generano valore su tutto il territorio: la vendita dei biglietti produce un’entrata condivisa con le amministrazioni locali, e l’apertura dei siti previene l’abbandono a beneficio di turisti e comunità residente insieme.
06Valle Stura Digital Tales: il primo cantiere
Il progetto pilota di Bellezza non nasce da un’ipotesi, ma da un cantiere reale e già avviato: Valle Stura Digital Tales (CUP D38I23000260001), avviato il 4 giugno 2024 nel territorio dell’Unione Sol — Valle Stura, Orba e Leira — tra i comuni di Masone, Campo Ligure, Rossiglione, Mele e Tiglieto. Un’area segnata da spopolamento, chiusura di attività produttive, frane e alluvioni, ma con un patrimonio storico-artistico di alto profilo rimasto finora senza una regia capace di raccontarlo: il Museo Andrea Tubino, il Sacrario dei Martiri del Turchino, la Badia di Tiglieto, il Santuario dell’Acquasanta a Mele, la Chiesa di Santa Maria in Vezzulla a Masone.
Il progetto ha già chiuso l’accordo con la Parrocchia per la gestione della Cappella della Maddalena e con la Confraternita di Santa Caterina a Rossiglione; sono stati completati i sopralluoghi tecnici per la strumentazione hardware di apertura e monitoraggio, e sono in corso i test dei diversi componenti prima dell’installazione fisica. I contenuti video e fotografici sono stati girati e sono in fase di montaggio. Partner del progetto sono, tra gli altri, il Comune di Campo Ligure, il Comune di Masone e il Comune di Genova, nell’ambito di un bando CTE per la sperimentazione in ambiente urbano.
07Tre territori, tre modelli
Gli studi economici condotti sui tre territori pilota — basati sui dati ISTAT sugli accessi museali rilevati nel 2019 — stimano l’impatto della piattaforma su un orizzonte di due anni, a biglietto medio di 5 euro.
«C’è un intero continente che necessita della nostra Bellezza.»
Il modello è scalabile a livello europeo: la stessa disparità tra grandi città sature e patrimonio chiuso attraversa ogni Paese in cui si è sviluppata la civiltà occidentale.
